Combating Xylella fastidiosa : the intervention of the FAO

  • 31 August 2016

Dal 30 agosto al 02 settembre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha organizzato a Tunisi un seminario regionale, che ha come tema centrale “la lotta contro l’avanzata della Xylella fastidiosa”.

Il progetto promosso dalla FAO coinvolge sette paesi della regione del Medio Oriente e dell’Africa Nord (Algeria, Egitto, Libano, Libia, Marocco, Palestina e Tunisia) e mira a sostenere gli sforzi da parte dei governi per ridurre il rischio di introduzione e la diffusione del batterio “Xylella fastidiosa”. All’interno del seminario è organizzato un workshop per discutere di questo parassita che devasta gli oliveti in Italia e in parti della Francia.

La FAO ha preparato questo progetto in risposta alle richieste da parte dei governi dei paesi dell’Africa, Medio Oriente e Nord Africa, su direttiva delle Nazioni Unite. Si tratta di un progetto di cooperazione tecnica per sviluppare un piano di emergenza, e per impedire l’introduzione di malattie nelle culture dei paesi della regione. La complessità dei batteri ospitanti la “Xylella fastidiosa” e le sue diverse modalità di trasporto aumentano il rischio della sua introduzione, dato il numero di piante ospiti potenzialmente infette attraverso il commercio. A tal fine, è perentorio rivedere e rafforzare le misure fitosanitarie applicate e per stabilire un programma di sorveglianza armonizzato.
L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e  l’Agricoltura intende rafforzare la capacità dello staff tecnico delle istituzioni e degli agricoltori sulla diagnosi precoce, la diagnosi, sorveglianza e misure fitosanitarie e fornendo ai vari paesi monitoraggio e piani di azione per la gestione dei batteri della “Xylella fastidiosa” a livello nazionale. I programmi di sensibilizzazione dovrebbero coprire tutte le parti interessate e partner in paesi coinvolti attivamente nella sua attuazione per tipo di attività, attraverso programmi di sensibilizzazione per promuovere misure preventive contro questo batterio.
Recentemente, la FAO ha lanciato l’allarme sui container che sono diventati i principali vettori per la diffusione indesiderata di specie invasive, funghi e batteri. La containerizzazione ha rivoluzionato il commercio globale e i trasporti, permettendo di scrivere una nuova grande pagina nella storia del trasporto internazionale.

Hanno cominciato a diffondersi nel 1940 e gradualmente è venuto a dominare il commercio internazionale, a causa delle loro dimensioni standard, che ha creato la base per il miglioramento dell’efficienza in tutte le fasi di trasporto. L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: della merce imballata in una scatola d’acciaio standard poteva essere trasferito in qualsiasi modalità di trasporto in tutto il mondo.

La standardizzazione dei processi ha accelerato la catena del trasporto globale e reso possibile la globalizzazione. Il numero di container è aumentato da 3 milioni nel 1979 ai 37.000.000 del 2014. A quel tempo, nessuno avrebbe potuto prevedere come il traffico di container si sarebbe sviluppato. E’ stato uno sforzo pionieristico nel vero senso della parola. A causa della containerizzazione, le navi porta-container sono ora delle navi mercantili in grado di trasportare i maggiori volumi di carico in tutto il mondo nel modo più ecologico ed economico. Le principali rotte di navigazione conducono dal Nord Europa verso l’Asia. Considerando che la prima nave container dedicata negli Stati Uniti è riuscita a caricare solo 58 scatole d’acciaio nel 1956, la più grande nave container oggi è in grado di trasportare più di 19.000 TEU. I cantieri navali stanno già costruendo navi con capacità di trasporto fino a 21.000 TEU. La capacità di trasporto si è moltiplicata per ben 328 volte in soli 60 anni dopo l’invenzione del contenitore! Uno studio sistematico intrapreso dalla Nuova Zelanda negli ultimi cinque anni ha, però, dimostrato che il 10% di tutti i container sono stati contaminati all’esterno e il 5% al ​​loro interno. Ciò implica grandi numeri, dato che si stima che 530 milioni di viaggi in container sono http://www.cialispharmaciefr24.com/cialis-spoof/ effettuati annualmente. Infezioni famose di organismi importati dall’estero, fra tutti prima dell’avvento dei container, la peronospora della patata e del pomodoro (Phytophthora infestans) portata nel 19 ° secolo dall’America prima in Belgio e da lì in Irlanda, dove ha causato una malattia della patata, che a sua volta ha portato ad una carestia nel 1845 durata sino al 1852 che innescò un’ondata di emigrazione verso l’America. Altri esempi del 20 ° secolo sono il viaggio del rospo delle canne velenoso australiano in Madagascar, dove hanno rappresentato una minaccia per i rettili e gli uccelli locali, e l’arrivo della zanzara tigre asiatica in Albania nel 1970, da dove si diffuse in altri paesi del Mediterraneo. Negli ultimi anni, il batterio Xylella fastidiosa, che sta devastando alberi di olio d’oliva, è arrivato nel sud Italia su piante ornamentali importati dal Centro America, e nuovi tipi di funghi, che causano malattie nelle piante di banane che si stanno diffondendo a livello internazionale.

Si stima che tutti i patogeni insieme stanno causando perdite del 20-40% della produzione agricola mondiale. Per arginare queste perdite, un accordo internazionale, la cosiddetta Convenzione internazionale per la protezione delle piante, è stato siglato già nel 1951. Ma a causa del boom del traffico container, da allora, sono necessarie nuove misure.

Come primo passo, la FAO ha emesso raccomandazioni ai suoi membri di rispettare le linee guida volontarie esistenti per mantenere i container puliti. Come passo successivo, sarebbe opportuno per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un accordo su uno standard internazionale obbligatorio, che prevede che i container siano puliti e certificati secondo le normative e con prodotti garantiti che rispettano l’ambiente.

La complessità dei batteri ospitanti la “Xylella fastidiosa” e le sue diverse modalità di trasporto aumentano il rischio della sua introduzione, dato il numero di piante ospiti potenzialmente infette attraverso il commercio. A tal fine, è perentorio rivedere e rafforzare le misure fitosanitarie applicate e per stabilire un programma di sorveglianza armonizzato. Il progetto sarà quello di rafforzare la capacità dello staff tecnico delle istituzioni e degli agricoltori sulla diagnosi precoce, la diagnosi, sorveglianza e misure fitosanitarie e fornendo ai vari paesi monitoraggio e piani di azione per la gestione dei batteri della “Xylella fastidiosa” a livello nazionale. I programmi di sensibilizzazione dovrebbero coprire tutte le parti interessate e partner in paesi coinvolti attivamente nella sua attuazione per tipo di attività, attraverso programmi di sensibilizzazione per promuovere misure preventive contro questo batterio.

Africa: an opportunity for Europe

  • 20 August 2016

 

 

The European issue of energy supply is one of the most debated topics and geopolitical complex. With regard to the Italian problems, the CEO of Eni, Claudio Descalzi, he has recently addressed the issue, highlighting the ideal link between the two shores of the Mediterranean.

In Descalzi words emerges the appreciation of the work carried out by Italy, which has proven to be particularly sensitive in terms of relations with the ‘Africa.

From the government and the Parliament, in fact, there was an action of great sensitivity, both in terms of cooperation, development, presence. In fact, the official missions have had as many African countries destinations. “Italy the rest is geographically and culturally a bridge, which sews the Mediterranean, North Africa and cialis 2.5 mg cpr 28 prix Europe,” said Descalzi. The role is important to create a connection from the energy point of view, development, investment, market. “I guess that’s a good thing that we are experiencing and that we live more and more in the future,” observes the number one Eni.

Undoubtedly, “the Mediterranean has some growing tensions ideological, religious type, and has so much energy that is exported, is not used locally.” Moreover Egypt lives a very great tension situation, but “it is a great energy producer and has huge export capacity.”

However, according to the CEO of Eni “Africa is a great opportunity for Europe from an energy point of view but also social.”

The Mediterranean “is an example of how man is destined to being kings together” despite “growing tensions of ideological or religious” in this area. For Descalzi “the great discovery of Zhor, making system with those made in the waters of Cyprus and Israel have brought Egypt and Israel to talk, and before it was not.” Then d i Zhor field, “it became an occasion of communication.” Speaking especially Egypt, Descalzi argues that the country “needs to be stable” to give better prospects to the entire area. “It is clear that depends not only from Egypt – he said -. It also depends on Libya, Iraq, Syria and the Middle East, however, at least one piece that fits, in a period of economic and st ability and energy which can also engage neighboring countries, can create greater stability ‘ “.

“In Europe it is being a very important debate, Europe is rich but poor because it imports 70% of its energy, is a poor behaving as rich: wastes but does not have the resources, Europe needs divesificare its energy sources, “he added Descalzi” why you should promote north-south corridor to a physical connection, energy and development cooperation between Europe and Africa. the Afirca remains weak, but our strength is to make a strong country, not weak, has so much energy but too many people still do not have access. ”

This ad by Eni said that “Egyptian gas creates physical connection and gives opportunities to develop resources of Cyprus and Israel, the great discovery of Egypt Zohr guarantees energy self-sufficiency for the coming decades and is a driving force for development of the area . Eni has invested in Africa by recognizing the other, facilitating access to energy, Eni has given a lot to Africa by investing in infrastructure and development in Nigeria, in Congo, in Africa Eni not only pay taxes , it makes plans: profit are the 100 meters, the value is the marathon. In countries where Eni is leaving the company values, education, agricultural projects.